Smart working: diritti e regole in Italia

Smart working

In Italia lo smart working si chiama “lavoro agile” ed è regolato dalla legge 81 del 2017: si basa su un accordo individuale scritto tra te e il datore di lavoro. Non è un diritto automatico, ma alcune persone, come i genitori di figli fino a 12 anni, i genitori di figli con disabilità e i caregiver, hanno la priorità quando l’azienda lo concede.

Redazione TalentocasaAggiornato: ottobre 2026circa 8 minuti di lettura

Padre che lavora al portatile al tavolo di casa con la figlia accanto

Lavoro agile e telelavoro: la differenza

Nel linguaggio comune “smart working” indica qualsiasi lavoro da casa. Per la legge italiana ci sono due istituti diversi:

Lavoro agile (smart working) Telelavoro
Fonte Legge 81/2017, articoli 18–24 Accordi collettivi e contratti
Luogo In parte fuori dai locali aziendali, senza postazione fissa Postazione fissa fuori dall’azienda, di solito a casa
Orario Flessibile, entro i limiti di durata massima Di norma come in ufficio
Base Accordo individuale scritto Contratto o accordo specifico

Il lavoro agile è un modo di svolgere il lavoro dipendente, non un contratto a parte: resti dipendente con gli stessi diritti di chi lavora in sede.

L’accordo individuale: cosa deve contenere

La legge 81/2017 richiede un accordo scritto tra lavoratore e datore di lavoro. L’accordo deve regolare almeno:

  • Come si lavora fuori sede: giorni, eventuali fasce di reperibilità, strumenti utilizzati.
  • Il potere di controllo del datore di lavoro sulla prestazione svolta fuori dai locali aziendali.
  • I tempi di riposo e le misure tecniche e organizzative per garantire la disconnessione.
  • La durata: a tempo determinato o indeterminato; in quest’ultimo caso il recesso richiede un preavviso di almeno 30 giorni (90 per i lavoratori con disabilità).

Il datore di lavoro deve comunicare l’accordo al Ministero del Lavoro in via telematica e consegnare un’informativa sulla salute e sicurezza nel lavoro agile. Anche quando lavori da casa sei coperto dall’assicurazione INAIL contro gli infortuni.

Chi ha la priorità nello smart working

La legge non dà a nessuno un diritto pieno allo smart working nel settore privato. Stabilisce però una priorità: se il datore di lavoro concede il lavoro agile, deve dare precedenza alle richieste di alcune categorie (art. 18, comma 3-bis, legge 81/2017):

  • lavoratrici e lavoratori con figli fino a 12 anni di età;
  • genitori di figli con disabilità, senza limiti di età;
  • lavoratori con disabilità grave riconosciuta;
  • caregiver familiari, come definiti dalla legge 205/2017.

Chi rientra in queste categorie e chiede il lavoro agile non può essere sanzionato, demansionato, licenziato o trasferito per questo motivo. Se in azienda nessuno lavora da remoto, però, la priorità non obbliga il datore a introdurlo.

Pubblico impiego: nella pubblica amministrazione il lavoro agile è regolato anche da direttive e contratti del comparto, con regole proprie su priorità e percentuali di giornate da remoto.

Diritto alla disconnessione

Lavorare da casa non significa essere sempre raggiungibili. La legge 81/2017 prevede che l’accordo individuale indichi i tempi di riposo e le misure per assicurare la disconnessione dagli strumenti di lavoro. Le modalità concrete (fasce orarie, niente email la sera, gestione delle chat) dipendono dall’accordo e dal contratto collettivo.

  • Controlla l’accordo: deve dire quando non sei tenuto a rispondere.
  • Durata massima: restano validi i limiti di orario giornaliero e settimanale previsti da legge e contratto.
  • Se non è scritto nulla: chiedi di integrarlo, anche con l’aiuto dei rappresentanti sindacali.

Stipendio, buoni pasto e spese

Chi lavora in modalità agile ha diritto a un trattamento economico e normativo non inferiore a quello dei colleghi che svolgono le stesse mansioni in sede.

Voce Cosa sapere
Stipendio Uguale a quello in sede per le stesse mansioni
Buoni pasto Dipendono dal contratto collettivo e dagli accordi aziendali: non sono garantiti automaticamente nelle giornate da remoto
Strumenti di lavoro Di solito forniti dall’azienda, che ne è responsabile per sicurezza e funzionamento
Spese di casa (connessione, energia) Rimborsi o indennità solo se previsti da contratto o accordo
Formazione e carriera Stesse opportunità dei colleghi in sede

Come chiedere lo smart working al datore di lavoro

  1. Verifica le regole interne: regolamento aziendale, contratto collettivo, accordi sindacali sul lavoro agile.
  2. Scrivi una richiesta motivata, via email o PEC, indicando quanti giorni a settimana e quali attività puoi svolgere da remoto.
  3. Se hai diritto di priorità, dichiaralo: figli fino a 12 anni, figli con disabilità, condizione di caregiver o di disabilità grave.
  4. Proponi un periodo di prova, con obiettivi verificabili: rende più facile il sì.
  5. Chiedi l’accordo scritto prima di iniziare, con orari di disconnessione e strumenti.

Non è consulenza legale: per casi di rifiuto o di contenzioso rivolgiti a un sindacato, a un patronato o a un avvocato del lavoro.

Salute e sicurezza quando lavori da casa

Anche in smart working il datore di lavoro resta responsabile della tua salute e sicurezza. Deve consegnarti, almeno una volta l’anno, un’informativa scritta sui rischi generali e specifici del lavoro fuori sede. Tu, dal canto tuo, devi collaborare applicando le misure indicate.

  • Postazione: sedia regolabile, schermo all’altezza degli occhi, luce naturale laterale. Se usi il portatile a lungo, una tastiera e un mouse esterni fanno la differenza.
  • Pause: chi usa il videoterminale in modo continuativo ha diritto a pause o cambi di attività (di regola 15 minuti ogni due ore).
  • Impianti di casa: evita prolunghe sovraccariche e cavi di passaggio: anche un infortunio domestico durante il lavoro può essere un infortunio sul lavoro.
  • Strumenti aziendali: se sono forniti dall’azienda, è l’azienda a doverne garantire il buon funzionamento.

Domande frequenti sullo smart working

Lo smart working è un diritto?

Nel settore privato no: serve un accordo individuale con il datore di lavoro. Alcune categorie, come i genitori di figli fino a 12 anni, hanno però la priorità se l’azienda concede il lavoro agile.

Il datore di lavoro può revocare lo smart working?

Sì, secondo quanto previsto dall’accordo: se è a tempo indeterminato serve un preavviso di almeno 30 giorni (90 per i lavoratori con disabilità), salvo giustificato motivo.

In smart working spettano i buoni pasto?

Dipende dal contratto collettivo e dagli accordi aziendali. La legge garantisce un trattamento non inferiore a quello in sede, ma i buoni pasto non sono automatici nelle giornate da remoto.

Se mi faccio male lavorando da casa sono coperto?

Sì, il lavoratore agile è assicurato INAIL contro gli infortuni sul lavoro anche quando lavora fuori dai locali aziendali, entro i limiti previsti.

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