In Italia lo smart working si chiama “lavoro agile” ed è regolato dalla legge 81 del 2017: si basa su un accordo individuale scritto tra te e il datore di lavoro. Non è un diritto automatico, ma alcune persone, come i genitori di figli fino a 12 anni, i genitori di figli con disabilità e i caregiver, hanno la priorità quando l’azienda lo concede.

Lavoro agile e telelavoro: la differenza
Nel linguaggio comune “smart working” indica qualsiasi lavoro da casa. Per la legge italiana ci sono due istituti diversi:
| Lavoro agile (smart working) | Telelavoro | |
|---|---|---|
| Fonte | Legge 81/2017, articoli 18–24 | Accordi collettivi e contratti |
| Luogo | In parte fuori dai locali aziendali, senza postazione fissa | Postazione fissa fuori dall’azienda, di solito a casa |
| Orario | Flessibile, entro i limiti di durata massima | Di norma come in ufficio |
| Base | Accordo individuale scritto | Contratto o accordo specifico |
Il lavoro agile è un modo di svolgere il lavoro dipendente, non un contratto a parte: resti dipendente con gli stessi diritti di chi lavora in sede.
L’accordo individuale: cosa deve contenere
La legge 81/2017 richiede un accordo scritto tra lavoratore e datore di lavoro. L’accordo deve regolare almeno:
- Come si lavora fuori sede: giorni, eventuali fasce di reperibilità, strumenti utilizzati.
- Il potere di controllo del datore di lavoro sulla prestazione svolta fuori dai locali aziendali.
- I tempi di riposo e le misure tecniche e organizzative per garantire la disconnessione.
- La durata: a tempo determinato o indeterminato; in quest’ultimo caso il recesso richiede un preavviso di almeno 30 giorni (90 per i lavoratori con disabilità).
Il datore di lavoro deve comunicare l’accordo al Ministero del Lavoro in via telematica e consegnare un’informativa sulla salute e sicurezza nel lavoro agile. Anche quando lavori da casa sei coperto dall’assicurazione INAIL contro gli infortuni.
Chi ha la priorità nello smart working
La legge non dà a nessuno un diritto pieno allo smart working nel settore privato. Stabilisce però una priorità: se il datore di lavoro concede il lavoro agile, deve dare precedenza alle richieste di alcune categorie (art. 18, comma 3-bis, legge 81/2017):
- lavoratrici e lavoratori con figli fino a 12 anni di età;
- genitori di figli con disabilità, senza limiti di età;
- lavoratori con disabilità grave riconosciuta;
- caregiver familiari, come definiti dalla legge 205/2017.
Chi rientra in queste categorie e chiede il lavoro agile non può essere sanzionato, demansionato, licenziato o trasferito per questo motivo. Se in azienda nessuno lavora da remoto, però, la priorità non obbliga il datore a introdurlo.
Pubblico impiego: nella pubblica amministrazione il lavoro agile è regolato anche da direttive e contratti del comparto, con regole proprie su priorità e percentuali di giornate da remoto.
Diritto alla disconnessione
Lavorare da casa non significa essere sempre raggiungibili. La legge 81/2017 prevede che l’accordo individuale indichi i tempi di riposo e le misure per assicurare la disconnessione dagli strumenti di lavoro. Le modalità concrete (fasce orarie, niente email la sera, gestione delle chat) dipendono dall’accordo e dal contratto collettivo.
- Controlla l’accordo: deve dire quando non sei tenuto a rispondere.
- Durata massima: restano validi i limiti di orario giornaliero e settimanale previsti da legge e contratto.
- Se non è scritto nulla: chiedi di integrarlo, anche con l’aiuto dei rappresentanti sindacali.
Stipendio, buoni pasto e spese
Chi lavora in modalità agile ha diritto a un trattamento economico e normativo non inferiore a quello dei colleghi che svolgono le stesse mansioni in sede.
| Voce | Cosa sapere |
|---|---|
| Stipendio | Uguale a quello in sede per le stesse mansioni |
| Buoni pasto | Dipendono dal contratto collettivo e dagli accordi aziendali: non sono garantiti automaticamente nelle giornate da remoto |
| Strumenti di lavoro | Di solito forniti dall’azienda, che ne è responsabile per sicurezza e funzionamento |
| Spese di casa (connessione, energia) | Rimborsi o indennità solo se previsti da contratto o accordo |
| Formazione e carriera | Stesse opportunità dei colleghi in sede |
Come chiedere lo smart working al datore di lavoro
- Verifica le regole interne: regolamento aziendale, contratto collettivo, accordi sindacali sul lavoro agile.
- Scrivi una richiesta motivata, via email o PEC, indicando quanti giorni a settimana e quali attività puoi svolgere da remoto.
- Se hai diritto di priorità, dichiaralo: figli fino a 12 anni, figli con disabilità, condizione di caregiver o di disabilità grave.
- Proponi un periodo di prova, con obiettivi verificabili: rende più facile il sì.
- Chiedi l’accordo scritto prima di iniziare, con orari di disconnessione e strumenti.
Non è consulenza legale: per casi di rifiuto o di contenzioso rivolgiti a un sindacato, a un patronato o a un avvocato del lavoro.
Salute e sicurezza quando lavori da casa
Anche in smart working il datore di lavoro resta responsabile della tua salute e sicurezza. Deve consegnarti, almeno una volta l’anno, un’informativa scritta sui rischi generali e specifici del lavoro fuori sede. Tu, dal canto tuo, devi collaborare applicando le misure indicate.
- Postazione: sedia regolabile, schermo all’altezza degli occhi, luce naturale laterale. Se usi il portatile a lungo, una tastiera e un mouse esterni fanno la differenza.
- Pause: chi usa il videoterminale in modo continuativo ha diritto a pause o cambi di attività (di regola 15 minuti ogni due ore).
- Impianti di casa: evita prolunghe sovraccariche e cavi di passaggio: anche un infortunio domestico durante il lavoro può essere un infortunio sul lavoro.
- Strumenti aziendali: se sono forniti dall’azienda, è l’azienda a doverne garantire il buon funzionamento.
Domande frequenti sullo smart working
Lo smart working è un diritto?
Nel settore privato no: serve un accordo individuale con il datore di lavoro. Alcune categorie, come i genitori di figli fino a 12 anni, hanno però la priorità se l’azienda concede il lavoro agile.
Il datore di lavoro può revocare lo smart working?
Sì, secondo quanto previsto dall’accordo: se è a tempo indeterminato serve un preavviso di almeno 30 giorni (90 per i lavoratori con disabilità), salvo giustificato motivo.
In smart working spettano i buoni pasto?
Dipende dal contratto collettivo e dagli accordi aziendali. La legge garantisce un trattamento non inferiore a quello in sede, ma i buoni pasto non sono automatici nelle giornate da remoto.
Se mi faccio male lavorando da casa sono coperto?
Sì, il lavoratore agile è assicurato INAIL contro gli infortuni sul lavoro anche quando lavora fuori dai locali aziendali, entro i limiti previsti.
Approfondimenti su questo tema:
- Accordo individuale di smart working: cosa deve contenere – Cosa deve contenere e cosa controllare.
- Smart working per genitori e lavoratori fragili: chi ha la priorità – Chi ha la precedenza e come chiederla.
- Diritto alla disconnessione: cosa dice la legge – Cosa dice la legge e come farlo valere.
- Buoni pasto e rimborso spese in smart working – Cosa spetta quando lavori da casa.
- Come chiedere lo smart working al datore di lavoro (con modello) – Con un modello di richiesta.



