Aprire la partita IVA forfettaria: codici ATECO e passaggi

Partita IVA

Aprire la partita IVA forfettaria è gratuito e si fa con un solo modulo all’Agenzia delle Entrate, il modello AA9/12 per le persone fisiche. Prima però devi verificare i requisiti, scegliere il codice ATECO giusto e capire a quale gestione INPS iscriverti. Ecco i passaggi in ordine, aggiornati al 2026.

Redazione TalentocasaAggiornato: ottobre 2026circa 6 minuti di lettura

Mani che compilano un modulo cartaceo con la penna su un tavolo di marmo

Prima di iniziare: i requisiti

  • Ricavi o compensi attesi non oltre 85.000 euro l’anno.
  • Redditi da lavoro dipendente o pensione dell’anno precedente non oltre 35.000 euro, se ne hai.
  • Nessuna causa di esclusione, per esempio lavorare prevalentemente per il datore di lavoro attuale o degli ultimi due anni.
  • Aliquota al 5% per cinque anni se è una nuova attività e non prosegue un lavoro dipendente precedente.

Tutte le soglie sono spiegate nella guida sulla partita IVA forfettaria.

I passaggi per aprire la partita IVA

  1. Scegli il codice ATECO che descrive l’attività principale: determina il coefficiente di redditività. Vedi codici ATECO per i lavori da remoto.
  2. Presenta il modello AA9/12 all’Agenzia delle Entrate: online con SPID, tramite un intermediario o di persona. Indica l’adesione al regime forfettario.
  3. Iscriviti all’INPS: i professionisti senza cassa si iscrivono alla Gestione separata; artigiani e commercianti passano dalla Comunicazione unica alla Camera di commercio.
  4. Attiva la fatturazione elettronica con un software o con i servizi gratuiti dell’Agenzia delle Entrate.
  5. Apri un conto da usare per l’attività: non obbligatorio, ma consigliato.

Quanto costa

Voce Costo
Apertura presso l’Agenzia delle Entrate Gratuita
Iscrizione alla Gestione separata INPS Gratuita
Software di fatturazione elettronica Gratuito con i servizi dell’Agenzia o a pagamento con software privati
Commercialista Facoltativo, a pagamento
Iscrizione al Registro delle imprese (solo imprese) Diritti camerali annuali

Dopo l’apertura: le prime cose da fare

Prepara un modello di fattura con la dicitura del regime forfettario, imposta un promemoria per l’imposta di bollo sulle fatture elettroniche oltre 77,47 euro e metti da parte una quota di ogni incasso: nel primo anno non paghi acconti, ma l’anno successivo arriva il saldo insieme al primo acconto.

Non è consulenza fiscale: le regole cambiano con le leggi di bilancio. Prima di decidere, verifica la tua situazione con un commercialista o un CAF.

Gli errori più comuni all’apertura

  • Codice ATECO generico: deve descrivere davvero l’attività, perché decide il coefficiente.
  • Dimenticare l’INPS: l’iscrizione alla Gestione separata non è automatica per tutti, verifica che sia fatta.
  • Non accantonare: il primo anno non si pagano acconti, ma l’anno dopo arrivano saldo e primo acconto insieme.
  • Fatture senza dicitura: ogni fattura deve indicare il regime forfettario e, sopra 77,47 euro, il bollo.
  • Ignorare le cause di esclusione: per esempio lavorare in prevalenza per l’ex datore di lavoro.

Domande frequenti

Quanto tempo serve per aprire la partita IVA?

La partita IVA viene attribuita subito dopo la presentazione del modello AA9/12. Iscrizione INPS e attivazione della fatturazione richiedono pochi giorni.

Posso aprire la partita IVA da solo senza commercialista?

Sì, il modello AA9/12 si può presentare online con SPID. Molti si fanno comunque aiutare per la scelta del codice ATECO e per il primo anno di adempimenti.

Posso aprire la partita IVA forfettaria se sono dipendente?

Sì, se il reddito da lavoro dipendente dell’anno precedente non supera 35.000 euro e non lavori in prevalenza per il tuo datore di lavoro.

Si paga qualcosa se la partita IVA resta inattiva?

Per i professionisti in Gestione separata i contributi sono proporzionali al reddito: senza incassi non si versano. Per artigiani e commercianti esistono contributi minimi annuali.

Posso chiudere la partita IVA se non funziona?

Sì, con una dichiarazione di cessazione all’Agenzia delle Entrate entro 30 giorni dalla fine dell’attività, regolarizzando prima eventuali adempimenti in sospeso.

Approfondisci: soglie, contributi ed esempi di calcolo sono nella guida sulla partita IVA forfettaria.

Leggi la guida

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