I freelance che lavorano da remoto senza una cassa professionale propria, come assistenti virtuali, traduttori, copywriter e consulenti informatici, versano i contributi alla Gestione separata INPS. Nel 2026 l’aliquota per i professionisti senza altra cassa è del 26,07% del reddito imponibile, senza un minimo fisso da pagare se non incassi.

Le aliquote 2026
| Categoria | Aliquota 2026 |
|---|---|
| Professionisti senza altra cassa previdenziale | 26,07% (25% + 0,72% maternità e malattia + 0,35% ISCRO) |
| Collaboratori senza altra copertura | 35,03% |
| Pensionati o già assicurati altrove | 24% |
Fonte: circolare INPS n. 8 del 3 febbraio 2026. Il massimale di reddito su cui si pagano i contributi è di 122.295 euro.
Come si calcola nel forfettario
Nel regime forfettario i contributi si calcolano sul reddito ottenuto applicando ai compensi incassati il coefficiente di redditività. Esempio: con 20.000 euro di compensi e coefficiente del 78%, il reddito è 15.600 euro e i contributi sono circa 4.067 euro (26,07%). I contributi versati si deducono poi dal reddito su cui paghi l’imposta sostitutiva. Esempi completi in quanto resta in tasca col forfettario.
Minimale e contributi per la pensione
Nella Gestione separata non c’è un contributo minimo obbligatorio: se guadagni poco, versi poco. Esiste però un minimale di reddito (18.808 euro nel 2026) che serve per l’accredito pieno dei contributi: se il tuo reddito è più basso, l’anno vale per la pensione solo per una parte dei mesi. È un aspetto da conoscere quando pianifichi il lavoro autonomo.
Quando si pagano
I contributi si versano con le stesse scadenze delle imposte: saldo e primo acconto di norma entro il 30 giugno, secondo acconto entro il 30 novembre, con modello F24. Nel primo anno non si versano acconti: il primo pagamento arriva l’anno successivo ed è più alto. Accantona circa un terzo di ogni incasso per tasse e contributi.
Non è consulenza fiscale: le regole cambiano con le leggi di bilancio. Prima di decidere, verifica la tua situazione con un commercialista o un CAF.
Come si versano i contributi
I contributi della Gestione separata si versano con il modello F24, insieme alle imposte, usando i codici tributo previsti dall’INPS. Il calcolo si fa nella dichiarazione dei redditi, nel quadro dedicato ai contributi. Se ti segue un commercialista o un CAF, ti preparerà gli F24 con le scadenze; se fai da solo, controlla sul sito dell’INPS le istruzioni aggiornate e conserva le ricevute di pagamento.
Domande frequenti
Un freelance paga i contributi anche se non guadagna?
In Gestione separata no: i contributi sono proporzionali al reddito. Artigiani e commercianti iscritti alla gestione IVS hanno invece contributi minimi annuali.
Il forfettario riduce i contributi della Gestione separata?
No, la riduzione del 35% riservata ai forfettari vale solo per artigiani e commercianti. In Gestione separata si applica l’aliquota piena sul reddito forfettario.
Se sono anche dipendente pago la Gestione separata?
Se sei già iscritto a un’altra forma di previdenza obbligatoria, come quella da dipendente, si applica l’aliquota ridotta del 24% sui redditi da lavoro autonomo.
I contributi della Gestione separata danno diritto alla pensione?
Sì, si sommano ai contributi delle altre gestioni secondo le regole del cumulo. L’accredito dei mesi dipende dal reddito rispetto al minimale.
Cos’è l’ISCRO?
È l’indennità straordinaria di continuità reddituale e operativa per gli iscritti alla Gestione separata che hanno un calo di reddito, finanziata con lo 0,35% compreso nell’aliquota.
I contributi si possono rateizzare?
Saldo e primo acconto si possono rateizzare con le stesse regole delle imposte dovute in dichiarazione. Per debiti già scaduti valgono le procedure dell’INPS.
Approfondisci: soglie, imposte ed esempi di calcolo sono nella guida sulla partita IVA forfettaria.



