Partita IVA forfettaria per chi lavora da remoto

Partita IVA

Il regime forfettario è il modo più semplice per lavorare da remoto in proprio: nel 2026 puoi incassare fino a 85.000 euro l’anno, paghi un’imposta sostitutiva del 15% (5% per i primi cinque anni se sei una nuova attività) e non applichi l’IVA. Qui trovi requisiti, contributi INPS, codici ATECO e un esempio di calcolo del netto.

Redazione TalentocasaAggiornato: ottobre 2026circa 10 minuti di lettura

Calcolatrice, fatture, penna e occhiali su un tavolo di marmo visti dall'alto

Requisiti del regime forfettario nel 2026

Requisito Valore 2026
Ricavi o compensi massimi 85.000 euro nell’anno precedente
Imposta sostitutiva 15%; 5% per i primi cinque anni per le nuove attività con i requisiti
Redditi da lavoro dipendente o pensione Non oltre 35.000 euro nell’anno precedente
Spese per collaboratori e dipendenti Non oltre 20.000 euro lordi annui
Uscita immediata Se nell’anno superi 100.000 euro di ricavi

Se superi gli 85.000 euro ma resti sotto i 100.000, rimani nel forfettario fino alla fine dell’anno ed esci dall’anno successivo. Ci sono anche cause di esclusione: per esempio, non puoi lavorare in forfettario prevalentemente per il datore di lavoro che ti ha avuto come dipendente negli ultimi due anni.

L’aliquota del 5% spetta se non hai svolto attività d’impresa o professionale nei tre anni precedenti e la nuova attività non è la semplice prosecuzione di un lavoro dipendente svolto prima.

Come si calcolano le tasse nel forfettario

Nel forfettario non deduci le spese una per una. Il reddito imponibile si ottiene moltiplicando i compensi incassati per un coefficiente di redditività che dipende dal codice ATECO dell’attività. Dal risultato togli i contributi previdenziali versati nell’anno, poi applichi l’imposta sostitutiva.

Attività tipiche da remoto Coefficiente di redditività
Attività professionali, scientifiche, tecniche (consulenza, traduzione, servizi informatici) 78%
Commercio elettronico 40%
Intermediari del commercio 62%
Altre attività economiche 67%

La maggior parte dei lavori da remoto (assistente virtuale, traduttore, copywriter, sviluppatore) rientra nel coefficiente del 78%. Il codice ATECO giusto lo scegli all’apertura: dal 2025 è in vigore la nuova classificazione ATECO 2025, quindi controlla il codice aggiornato.

Contributi INPS per chi lavora da remoto

I liberi professionisti senza una cassa professionale propria versano i contributi alla Gestione separata INPS. Per il 2026 l’aliquota per i professionisti senza altra cassa è del 26,07% del reddito imponibile (circolare INPS n. 8 del 3 febbraio 2026), con un massimale di 122.295 euro.

  • Nessun minimo fisso: nella Gestione separata paghi in proporzione al reddito; se guadagni poco, versi poco.
  • Artigiani e commercianti: chi apre come ditta individuale (per esempio e-commerce) paga invece i contributi IVS con un minimale annuo, e può chiedere la riduzione del 35% riservata ai forfettari.
  • Quando si paga: con le stesse scadenze delle imposte, saldo e acconti.

Esempio di calcolo del netto

Un esempio semplificato per un professionista in Gestione separata, primo anno, con coefficiente del 78% e compensi incassati di 30.000 euro. Per semplicità ipotizziamo che i contributi siano dedotti nello stesso anno.

Voce Aliquota 5% (nuova attività) Aliquota 15%
Compensi incassati 30.000 € 30.000 €
Reddito lordo (78%) 23.400 € 23.400 €
Contributi INPS (26,07%) 6.100 € 6.100 €
Imponibile fiscale 17.300 € 17.300 €
Imposta sostitutiva 865 € 2.595 €
Netto annuo indicativo circa 23.035 € circa 21.305 €

Il calcolo è indicativo: nella realtà i contributi si deducono nell’anno in cui li paghi e gli acconti spostano le uscite di cassa. Mettere da parte circa un terzo di ogni incasso è una regola prudente per i primi anni.

Non è consulenza fiscale: le regole cambiano con le leggi di bilancio. Prima di aprire la partita IVA fai verificare la tua situazione da un commercialista o da un CAF.

Come aprire la partita IVA forfettaria

  1. Scegli il codice ATECO che descrive la tua attività principale.
  2. Presenta il modello AA9/12 all’Agenzia delle Entrate (online, tramite intermediario o di persona), indicando l’adesione al regime forfettario. L’apertura è gratuita.
  3. Iscriviti alla Gestione separata INPS se sei professionista; se apri un’attività artigiana o commerciale serve invece la comunicazione alla Camera di commercio.
  4. Organizza la fatturazione elettronica: dal 2024 è obbligatoria anche per i forfettari.
  5. Apri un conto dedicato all’attività: non è obbligatorio, ma semplifica controlli e accantonamenti.

Prestazione occasionale o partita IVA?

La prestazione occasionale è pensata per lavori saltuari, senza continuità né organizzazione. Se lavori regolarmente per uno o più clienti, anche con importi bassi, serve la partita IVA. Oltre i 5.000 euro annui di compensi occasionali scatta comunque l’iscrizione alla Gestione separata per la parte eccedente.

Situazione Soluzione tipica
Un lavoro una tantum, senza seguito Prestazione occasionale con ricevuta
Collaborazioni ricorrenti, anche piccole Partita IVA forfettaria
Lavoro a tempo pieno per un solo committente con orari fissi Chiedi un contratto da dipendente

Scadenze e adempimenti del forfettario

Il forfettario è semplice, ma non è privo di scadenze. Quelle principali per chi lavora da remoto come professionista:

Adempimento Quando
Fattura elettronica tramite Sistema di Interscambio A ogni incasso, entro i termini di emissione
Imposta di bollo sulle fatture elettroniche Versamenti periodici, in base agli importi accumulati
Saldo e primo acconto di imposta sostitutiva e contributi Di norma entro il 30 giugno
Secondo acconto Di norma entro il 30 novembre
Dichiarazione dei redditi (modello Redditi PF) Entro la scadenza annuale della dichiarazione

Nel primo anno non si versano acconti, perché manca un reddito dell’anno precedente: il conto arriva tutto insieme l’anno dopo, con saldo e primo acconto. È il momento in cui molti nuovi freelance si trovano in difficoltà, ed è il motivo per accantonare una parte di ogni incasso.

Domande frequenti sul forfettario

Posso avere la partita IVA forfettaria se sono dipendente?

Sì, se il reddito da lavoro dipendente dell’anno precedente non supera 35.000 euro e non lavori in forfettario soprattutto per il tuo attuale o recente datore di lavoro.

Quanto costa aprire la partita IVA?

L’apertura presso l’Agenzia delle Entrate è gratuita. I costi sono quelli del commercialista, se ti fai seguire, e del software di fatturazione elettronica.

Nel forfettario si applica l’IVA in fattura?

No, chi è in regime forfettario non addebita l’IVA ai clienti e non la detrae sugli acquisti. Sulle fatture oltre 77,47 euro va applicata la marca da bollo da 2 euro.

Quanti contributi paga un freelance in Gestione separata?

Nel 2026 il 26,07% del reddito imponibile per i professionisti senza altra cassa, calcolato sul reddito ottenuto applicando il coefficiente di redditività.

Approfondimenti su questo tema:

Talentocasa

Talentocasa raccoglie offerte di lavoro da casa e da remoto in Italia e pubblica guide pratiche per capire quali sono serie: lavoro a domicilio, inserimento dati, professioni da remoto, partita IVA e smart working.

Nessun datore di lavoro serio chiede soldi per iniziare a lavorare.

Contatti

19-21/R Piazza della Stazione, 50123 Firenze, Toscana, Italia
[email protected]
talentocasa.com