Per chiedere lo smart working conviene presentarsi con una proposta concreta: quanti giorni, quali attività, come verrà misurato il lavoro e un periodo di prova. Se rientri tra le categorie con priorità per legge, citalo. Qui trovi i passaggi e un modello di richiesta da adattare.

Prima di scrivere: preparati
- Regole interne: regolamento sullo smart working, contratto collettivo, accordi sindacali.
- Attività compatibili: elenca cosa puoi fare da remoto senza peggiorare il servizio.
- Postazione: connessione, spazio tranquillo, strumenti.
- Priorità: verifica se rientri tra genitori di figli fino a 12 anni, genitori di figli con disabilità, caregiver o lavoratori con disabilità grave.
Gli argomenti che funzionano
- Proponi una prova di due o tre mesi, con verifica finale.
- Indica come misurare il lavoro: obiettivi, scadenze, reportistica.
- Garantisci la reperibilità in fasce orarie definite.
- Parti in piccolo: uno o due giorni a settimana sono più facili da accettare.
Modello di richiesta
Puoi adattare questo testo e inviarlo via email o PEC all’ufficio del personale e al tuo responsabile:
Oggetto: Richiesta di svolgimento della prestazione in modalità di lavoro agile
Gentile [nome], con la presente chiedo di poter svolgere la mia attività di [mansione] in modalità di lavoro agile ai sensi della legge 81/2017, per [numero] giorni a settimana, a partire dal [data]. Le attività che svolgerei da remoto sono [elenco]. Garantisco la reperibilità nelle fasce [orari] e propongo un periodo di prova di [durata] con verifica dei risultati su [obiettivi]. [Se applicabile: Rientro tra i lavoratori con priorità di accesso al lavoro agile ai sensi dell’art. 18, comma 3-bis, della legge 81/2017, in quanto (motivo).] Resto a disposizione per definire insieme l’accordo individuale. Cordiali saluti, [nome e cognome]
Dopo la risposta
Se la risposta è positiva, chiedi l’accordo individuale scritto prima di iniziare: i contenuti sono spiegati in accordo individuale di smart working. Se è negativa, chiedi le motivazioni e valuta con le rappresentanze sindacali se ci sono margini, soprattutto se hai diritto di priorità.
Non è consulenza legale: per casi specifici o contestazioni rivolgiti a un sindacato, a un patronato o a un avvocato del lavoro.
Se la richiesta viene rifiutata
Un rifiuto non è sempre definitivo. Chiedi le motivazioni per iscritto e valuta se puoi rispondere: per esempio proponendo meno giorni, un periodo di prova più breve o solo alcune attività da remoto. Se rientri tra le categorie con priorità e in azienda altri colleghi lavorano in smart working, fai presente la tua precedenza. Le rappresentanze sindacali possono aiutarti a capire se l’azienda applica correttamente gli accordi.
Domande frequenti
Come si chiede lo smart working in modo formale?
Con una richiesta scritta, via email o PEC, all’ufficio del personale e al responsabile, indicando giorni, attività, reperibilità e un periodo di prova.
Il datore deve rispondere entro un termine?
La legge non fissa un termine generale per rispondere alle richieste di smart working nel settore privato. Possono prevederlo contratti collettivi o regolamenti aziendali.
Posso chiedere lo smart working appena assunto?
Sì, ma l’azienda può preferire un periodo in presenza per la formazione. Proporre di iniziare con uno o due giorni a settimana aiuta.
Serve un sindacato per chiedere lo smart working?
No, puoi chiederlo da solo. Il sindacato può aiutarti a conoscere gli accordi aziendali e a valutare un eventuale rifiuto.
Quanti giorni di smart working conviene chiedere?
All’inizio uno o due giorni a settimana sono più facili da ottenere. Dopo il periodo di prova, se i risultati sono buoni, puoi proporre di aumentarli.
È meglio chiedere a voce o per iscritto?
Parlarne prima a voce con il responsabile aiuta, ma la richiesta formale va fatta per iscritto: così resta traccia della data e del contenuto.
Approfondisci: priorità, disconnessione e buoni pasto sono nella guida allo smart working.



