Se lavori in regime forfettario per un’azienda o un cliente estero, devi emettere fattura elettronica tramite il Sistema di Interscambio anche se il cliente è all’estero, usando il codice destinatario XXXXXXX. Per i servizi a imprese dell’Unione europea servono anche l’iscrizione al VIES e la dicitura di non imponibilità. Ecco come si fa.

Clienti UE, extra UE e privati
| Cliente | Dicitura principale | Adempimenti in più |
|---|---|---|
| Impresa o professionista nell’Unione europea | Operazione non soggetta a IVA ai sensi dell’art. 7-ter del DPR 633/1972 | Iscrizione al VIES; modelli Intra secondo le regole vigenti |
| Impresa fuori dall’Unione europea | Operazione non soggetta a IVA ai sensi dell’art. 7-ter del DPR 633/1972 | Nessun VIES |
| Privato estero | Dipende dal tipo di servizio | Verifica le regole specifiche con un professionista |
In tutti i casi la fattura riporta anche la dicitura del regime forfettario e, se l’importo supera 77,47 euro, l’imposta di bollo di 2 euro.
Come compilare la fattura elettronica
- Codice destinatario: XXXXXXX (sette X) per i clienti esteri.
- Dati del cliente: nome, indirizzo completo, Paese e partita IVA o identificativo fiscale estero.
- Natura dell’operazione: il codice previsto per le operazioni non soggette, secondo le specifiche del Sistema di Interscambio.
- Valuta: se il compenso è in valuta estera, indica il controvalore in euro.
- Copia di cortesia: invia al cliente anche un PDF, perché all’estero non ricevono il file XML.
L’iscrizione al VIES
Per fatturare servizi a imprese di altri Paesi dell’Unione europea devi essere iscritto al VIES, l’archivio europeo degli operatori intracomunitari. Ci si iscrive con il modello AA9/12 o con i servizi online dell’Agenzia delle Entrate. Prima di fatturare controlla anche la partita IVA del cliente sul sistema VIES.
Incassi e pagamenti
Concorda con il cliente valuta e modalità di pagamento prima di iniziare. Per i metodi più convenienti leggi ricevere pagamenti dall’estero. Nel forfettario conta l’incasso: il compenso entra nel reddito dell’anno in cui lo ricevi.
Non è consulenza fiscale: le regole cambiano con le leggi di bilancio. Prima di decidere, verifica la tua situazione con un commercialista o un CAF.
Esempio di fattura a un cliente europeo
Una traduttrice in regime forfettario fattura 1.200 euro a un’agenzia tedesca. Nel file XML indica il codice destinatario XXXXXXX, la partita IVA tedesca del cliente verificata sul VIES, la dicitura “operazione non soggetta a IVA ai sensi dell’art. 7-ter del DPR 633/1972”, la dicitura del regime forfettario e l’imposta di bollo di 2 euro. Invia il file al Sistema di Interscambio e manda al cliente una copia in PDF, magari con una breve descrizione in inglese.
Domande frequenti
Devo fare la fattura elettronica anche a un cliente estero?
Sì: dal 2024 anche i forfettari emettono fattura elettronica tramite il Sistema di Interscambio, usando per i clienti esteri il codice destinatario XXXXXXX.
Nel forfettario applico l’IVA a un cliente europeo?
No. Per i servizi a imprese UE la fattura è senza IVA con la dicitura dell’art. 7-ter del DPR 633/1972; serve l’iscrizione al VIES.
Il bollo va messo anche sulle fatture estere?
Sì, sulle fatture senza IVA di importo superiore a 77,47 euro si applica l’imposta di bollo di 2 euro.
Devo presentare i modelli Intrastat?
Per i servizi resi a imprese UE le regole sugli elenchi Intra dipendono dalla tua situazione e cambiano nel tempo: verifica con il commercialista prima di iniziare.
Devo tradurre la fattura per il cliente estero?
Non è obbligatorio, ma una copia di cortesia in inglese o nella lingua del cliente facilita il pagamento. Il documento fiscale valido è il file XML inviato al Sistema di Interscambio.
Cosa succede se il cliente UE non ha partita IVA valida sul VIES?
In quel caso il cliente non è considerato un’impresa ai fini IVA e le regole cambiano. Verifica sempre il VIES prima di emettere la fattura e chiedi al commercialista come procedere.
Approfondisci: soglie, contributi e calcoli sono nella guida sulla partita IVA forfettaria.



