Puoi lavorare dall’Italia per un’azienda straniera in tre modi: come dipendente tramite un Employer of Record, come dipendente diretto di una filiale o dell’azienda stessa, oppure come libero professionista con partita IVA. Se vivi e lavori in Italia, paghi le tasse in Italia in tutti e tre i casi: cambia chi le versa e quante tutele hai.

I tre modi di lavorare per un’azienda estera dall’Italia
| Forma | Chi ti paga | Tasse e contributi | Tutele |
|---|---|---|---|
| Dipendente tramite Employer of Record | Una società italiana del fornitore (per esempio Deel, Remote, Oyster) | Trattenuti in busta paga | Contratto italiano: ferie, malattia, TFR |
| Dipendente diretto | L’azienda estera o la sua filiale italiana | Trattenuti se c’è un sostituto d’imposta in Italia; altrimenti li gestisci in dichiarazione | Contratto di lavoro, con le regole da verificare caso per caso |
| Libero professionista | L’azienda estera, a fattura | Li versi tu | Quelle previste dal contratto commerciale |
In breve: se puoi scegliere, chiedi all’azienda se assume in Italia tramite un Employer of Record. Per te è la forma più semplice: ricevi una normale busta paga italiana.
Employer of Record: come funziona
Un Employer of Record (EOR) è una società che assume formalmente il lavoratore nel suo Paese per conto di un’azienda straniera. L’azienda estera decide il tuo lavoro e il tuo stipendio; l’EOR ti fa il contratto italiano, elabora le buste paga, versa tasse e contributi e applica il contratto collettivo scelto.
- Nomi diffusi: Deel, Remote, Oyster, Rippling e altri fornitori internazionali.
- Per te cambia poco: hai un datore di lavoro italiano sulla carta, ferie, malattia, tredicesima e TFR come un dipendente qualsiasi.
- Cosa chiedere: quale contratto collettivo verrà applicato, il livello di inquadramento e se lo stipendio concordato è lordo annuo in euro.
Attenzione: alcuni fornitori offrono sia il servizio EOR sia la gestione dei pagamenti ai collaboratori esterni. Se ricevi un contratto “contractor”, non sei dipendente: lavori come autonomo.
Lavorare con partita IVA per clienti esteri
Molte aziende, soprattutto piccole o fuori dall’Unione europea, preferiscono pagare a fattura. In questo caso sei un libero professionista: apri la partita IVA, emetti fattura e versi tasse e contributi.
- Regime forfettario: spesso conveniente per chi inizia, con imposta sostitutiva del 15% (5% per i primi cinque anni, se ne hai i requisiti) e ricavi fino a 85.000 euro. Tutti i dettagli nella guida sulla partita IVA forfettaria.
- Fatture a clienti esteri: hanno regole proprie su IVA e fatturazione elettronica: fatti seguire da un commercialista almeno per la prima.
- Il rischio da conoscere: se lavori a tempo pieno, con orari e direttive come un dipendente, per un solo cliente, il rapporto somiglia a lavoro subordinato senza le sue tutele.
Dove si pagano le tasse se vivi in Italia
La regola generale è semplice: il reddito da lavoro dipendente si tassa dove il lavoro è svolto fisicamente. Se hai la residenza fiscale in Italia e lavori da casa tua in Italia, il reddito è tassato in Italia, anche se l’azienda ha sede all’estero e ti paga su un conto estero.
- Con un EOR o una filiale italiana: le imposte sono trattenute in busta paga.
- Con un datore estero senza sostituto d’imposta in Italia: dichiari il reddito e versi le imposte tu, con la dichiarazione dei redditi.
- Chi rientra in Italia dall’estero: il regime degli impatriati, nella versione in vigore dal 2024, può ridurre la base imponibile al 50% (40% con figli minori) se ne hai i requisiti. L’Agenzia delle Entrate ha chiarito che può valere anche per chi lavora da remoto per un datore estero.
Non è consulenza fiscale: le situazioni con più Paesi coinvolti dipendono dalle convenzioni contro le doppie imposizioni. Prima di firmare, fai verificare il tuo caso da un commercialista o da un CAF.
Ricevere i pagamenti dall’estero
| Metodo | Quando conviene | Da controllare |
|---|---|---|
| Bonifico SEPA | Clienti nell’area euro | Di solito gratuito o quasi |
| Conti multivaluta (Wise, Revolut Business) | Clienti in dollari, sterline o franchi | Tasso di cambio applicato e commissioni |
| Piattaforma del cliente (per esempio Deel) | Quando è il cliente a sceglierla | Costi di prelievo verso il tuo conto italiano |
I conti esteri detenuti da residenti italiani vanno indicati nella dichiarazione dei redditi (quadro RW), salvo le esenzioni previste.
Cosa controllare prima di firmare
- Chi è il tuo datore di lavoro sulla carta: l’azienda estera, una filiale o un EOR.
- Lordo o netto: molte offerte estere indicano un lordo annuo; chiedi una simulazione di busta paga italiana.
- Orari e fuso orario: quante ore di sovrapposizione sono richieste con il team.
- Ferie e festività: quelle italiane o quelle del Paese dell’azienda.
- Attrezzatura e spese: chi fornisce computer e connessione.
- Legittimità dell’offerta: verifica l’azienda sul suo sito ufficiale e su LinkedIn. Le aziende serie non ti chiedono soldi né dati bancari prima del contratto.
Fuso orario e comunicazione con team esteri
Lavorare per un’azienda estera significa spesso lavorare con colleghi in altri fusi orari. Prima di accettare, chiarisci come funziona la giornata:
- Ore di sovrapposizione: con aziende nel Regno Unito o in Europa centrale si lavora quasi in parallelo; con gli Stati Uniti la costa est è sei ore indietro rispetto all’Italia, la costa ovest nove. Chiedi quante ore al giorno devi essere disponibile in contemporanea.
- Riunioni serali: se sono frequenti, concorda un orario flessibile che le compensi.
- Comunicazione scritta: nei team distribuiti si lavora molto per iscritto (Slack, Teams, documenti condivisi). Un inglese scritto chiaro conta quanto quello parlato.
- Festività: verifica se segui il calendario italiano o quello del Paese dell’azienda, e come si gestiscono le festività diverse.
Domande frequenti
Posso lavorare per un’azienda estera vivendo in Italia?
Sì. Puoi essere assunto tramite un Employer of Record o una filiale italiana, oppure lavorare come libero professionista con partita IVA. In ogni caso, se lavori dall’Italia, il reddito si tassa in Italia.
Cos’è un Employer of Record?
È una società che ti assume con contratto italiano per conto dell’azienda estera: gestisce busta paga, tasse e contributi. Per il lavoratore è come avere un normale contratto da dipendente.
Se l’azienda è estera, devo pagare le tasse anche nel suo Paese?
Di regola no, se lavori fisicamente in Italia e sei residente fiscale qui: il reddito da lavoro dipendente si tassa dove è svolto il lavoro. I casi particolari dipendono dalle convenzioni internazionali.
Meglio partita IVA o contratto da dipendente?
Il contratto da dipendente dà più tutele (ferie, malattia, TFR) e meno burocrazia. La partita IVA dà più libertà e, con il forfettario, può essere conveniente, ma tasse e contributi li gestisci tu.
Approfondimenti su questo tema:
- Employer of Record (Deel, Remote, Oyster): come funziona se vivi in Italia – Deel, Remote, Oyster: come funziona per te.
- Dipendente o partita IVA per un’azienda estera: cosa conviene – Cosa conviene con un’azienda estera.
- Stipendio da azienda estera: dove paghi le tasse se risiedi in Italia – Dove si pagano se vivi in Italia.
- Ricevere pagamenti dall’estero: Wise, Revolut, bonifico SEPA a confronto – Wise, Revolut e bonifico SEPA.
- Lavorare per aziende USA e UK: fuso orario, contratti e ferie – Fuso orario, contratti e ferie.



