Se un’azienda estera ti offre lavoro da remoto, ti proporrà quasi sempre una di due strade: un contratto da dipendente (diretto o tramite Employer of Record) oppure una collaborazione con partita IVA. La seconda sembra spesso più conveniente perché il compenso lordo è più alto, ma tasse, contributi, ferie e periodi senza lavoro sono a tuo carico. Ecco come confrontarle.

Il confronto punto per punto
| Dipendente | Partita IVA | |
|---|---|---|
| Tasse e contributi | Trattenuti in busta paga | Li calcoli e versi tu |
| Ferie e malattia pagate | Sì | No, salvo accordi |
| TFR e tredicesima | Sì | No |
| Licenziamento | Regole e preavviso di legge | Secondo il contratto commerciale, spesso breve |
| Compenso lordo | Più basso | Più alto, deve coprire tutto il resto |
| Libertà | Un solo datore | Più clienti possibili |
Come confrontare due offerte
Per confrontare un’offerta da dipendente con una da partita IVA, porta entrambe al netto annuo. Per il dipendente chiedi una simulazione di busta paga. Per la partita IVA parti dal compenso annuo, sottrai contributi e imposta sostitutiva (con il regime forfettario puoi usare gli esempi in calcolo del netto nel forfettario), poi sottrai il valore di ferie, malattia e TFR che non avrai. Solo allora i due numeri sono confrontabili.
Il rischio della falsa partita IVA
Se lavori a tempo pieno per un solo committente, con orari fissi, direttive quotidiane e strumenti aziendali, il rapporto somiglia a un lavoro subordinato. È una situazione comune con le aziende estere ma ti lascia senza tutele. Inoltre il regime forfettario esclude chi lavora prevalentemente per il proprio datore di lavoro attuale o degli ultimi due anni.
Quale scegliere
- Scegli il contratto da dipendente se cerchi stabilità, lavori a tempo pieno per un solo cliente o hai bisogno di tutele (famiglia, mutuo).
- Scegli la partita IVA se hai o vuoi più clienti, puoi gestire periodi senza lavoro e il compenso lordo è nettamente più alto.
- Chiedi sempre se l’azienda può assumerti tramite Employer of Record: molte lo fanno su richiesta.
Un esempio di confronto
Immagina due offerte per lo stesso lavoro: 36.000 euro lordi annui da dipendente tramite Employer of Record, oppure 45.000 euro annui da fatturare con partita IVA forfettaria. Il secondo numero sembra molto più alto, ma con il forfettario contributi e imposta assorbono una parte importante del compenso, e non hai ferie pagate, malattia, tredicesima e TFR. Fatti i conti sul netto e sulle tutele, la differenza si riduce molto e a volte si inverte. Per questo il confronto va sempre fatto con numeri reali, non con i lordi.
Domande frequenti
Quanto deve essere più alto il compenso con partita IVA?
Abbastanza da coprire contributi, imposte, ferie e malattia non pagate e TFR. Fai il calcolo sul netto annuo prima di decidere, invece di confrontare i lordi.
Posso passare da partita IVA a dipendente con la stessa azienda?
Sì, se l’azienda è disponibile, per esempio tramite un Employer of Record. Valuta l’impatto sul regime forfettario dell’anno in corso.
Un’azienda estera può licenziarmi da un giorno all’altro con partita IVA?
Dipende dal contratto commerciale: spesso il preavviso è breve. Controlla la clausola di recesso prima di firmare.
Con la partita IVA posso lavorare per più aziende estere?
Sì, è uno dei vantaggi principali. Verifica che il contratto non contenga esclusive o divieti di concorrenza troppo ampi.
Con la partita IVA ho diritto alla malattia?
Gli iscritti alla Gestione separata hanno alcune tutele per malattia e maternità, ma molto più limitate di quelle dei dipendenti. Nella pratica, se non lavori non incassi.
Il contratto da contractor può avere un periodo di prova?
Può prevedere clausole di recesso facili nei primi mesi. Leggi con attenzione durata, preavviso e condizioni di pagamento.
Approfondisci: Employer of Record, tasse e pagamenti sono nella guida al lavoro per aziende estere.



